Ho sempre sostenuto che, sul cammino di ognuno di noi esseri umani, ci siano dei ponti sotto i quali dobbiamo passare. Puoi cercare di evitarli, puoi mutare la rotta e fare lunghi giri, ma loro sono lì, ad attenderti. Inutile cercare di scansarli.

Sono ponti dolorosi, ponti duri da affrontare. Comunque, sotto ad ognuno, lasci una parte di te.
Alcuni pare possano annientarti. Ti lasciano senza fiato, col cuore lacerato, ti pare di soccombere. Ma l’istinto di sopravvivenza è la cosa più profondamente radicata in noi. Già è molto più facile lasciarsi vivere che trovare il coraggio di mettere in atto la decisione che questo mondo non fa più per noi. Non ha bisogno di noi.
Io, con lui, sono già passata sotto un ponte lungo. Un ponte di silenzio, di cose lasciate in sospeso. Un ponte di cocciutaggine, di fraintendimenti, di orgoglio. E’ stata dura ma … ero quasi uscita da quel ponte, dopo mesi. Con le ossa rotte ma con la mente integra.
E quando iniziavo a vedere la fine del ponte, quando bastava allungare la mano per vedere di nuovo il sole splendere … si è rimaterializzato.
Parole: quelle che volevo sentire. Carezze: quelle a cui anelavo. Baci: quelli che gli ho spesso negato.
E sembrava un nuovo inizio, due mesi che resteranno scolpiti nel mio cuore. Dove tutto sembrava limpido, dove non c’erano ombre ma solo gioia. Tranne mutare tutto all’improvviso quando mi sono trasferita. Mi sono ostinata a non capire che questa vicinanza lo spaventava e lo spaventa. Non ho mai osato chiedere, o meglio, quando ci ho provato sono iniziate le liti.
Io a chiedere le attenzioni, il tempo, la sollecitudine che erano diventati miei di diritto (si ma quale diritto?) e lui … a negare e a negarsi. Ora comprendo, inizio a comprendere, fosse solo … PAURA. Paura di prendere decisioni, di sentirsi in “dovere di …”, paura di macchiare la sua facciata di rigorosa rispettabilità.
Quanto siamo diversi in questo. Io sotto ai ponti mi ci caccio d’impulso. Certo impulso ragionato ma son persona da bianco o nero. La dualità non fa per me: non posso avere una faccia … per tutte le stagioni. Detesto la falsità, l’ambiguità. Le odio. Per questo mi sono rifiutata di capire, almeno credo.
Ed ora questo ponte: quello di tagliare i ponti (pare quasi ridicolo a leggerlo!). Forse sa farlo (o almeno ci prova) chi è meno vile, chi sotto ai ponti è abituato a passarci, chi, magari, andrà anche …a viverci.