Una domenica di settembre, il pomodoro a pezzettoni che mi guarda ed ammicca, in attesa di esser messo, con ordine, nel vasetto appena sterilizzato nel microonde. Ma io sono qui a respirare a fatica mentre la gioia che provavo un anno fa mi si disintegra nel petto come un colpo di maglio.
Occhi spalancati, vitrei e fissi che ignorano quei pezzettoni di pomodoro per rincorrere ricordi che fanno male. I singhiozzi restano chiusi dentro il petto e non riescono a trovare la strada per farsi udire.
Occhi fissi e asciutti e nelle orecchie l’eco delle parole che solo ieri lui ha detto ….”L’anno prossimo ….” ma sempre più “sento” che non ci sarà un anno prossimo.
Non in mezzo a tutte le sue bugie. Non in mezzo a tanta dolorosa falsità che neppure si cura di celare come si deve ma che lascia lì, esposta alla mia vista.
Come ho potuto credere (e solo io so quanto ci ho creduto) alla lealtà di una persona che, da una vita, vive SOLO di falsità?